Il Nostro Incontro

Ci siamo conosciute nel settembre 2016 nel campo di Vasilika. Unite dalla grande voglia di fare si è creata subito una buona sinergia: dal distribuire i vestiti all’organizzare il giro visite mediche, dal passare tra le tende a conoscere le storie dei rifugiati al fornire beni di prima necessità, abbiamo capito che insieme potevamo fare molto di più che singolarmente.Tornate a casa, ci siamo ancora una volta trovate d'accordo! Benché impegnate in studio e lavoro, vogliamo continuare ad aiutare i rifugiati raccogliendo fondi da utilizzare durante i nostri prossimi viaggi nei campi. “Inshallah!”, se Dio lo vorrà.

Ci presentiamo

Nathalie, 26 anni, laureata in medicina, futuro ortopedico. Attualmente vivo a Brescia. Nel tempo libero corro, scalo, cucino, fotografo, viaggio e cerco di aiutare chi ha meno fortuna di me, dal bambino malato nei nostri ospedali al villaggio nepalese, al rifugiato di guerra. We are all human beings.
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Nazmie, 26 anni, laureata in medicina, specializzanda in anestesia e rianimazione. Sono nata a Padova ma le mie radici sono siriane, entrambi i miei genitori vengono da Aleppo, città ora protagonista di violenti scontri. Vedo il mio paese distrutto e la sua gente uccisa o sfollata e non trovo un perchè a tutto questo.

Erica, 30 anni, piemontese, imprenditrice artigiana nel settore del tessile. Da sempre mi documento sui conflitti mondiali, sui genocidi della storia dell’umanità, sulle testimonianze partigiane delle mie Valli, Nonna Lena racconta ancora le gesta fasciste nella mia città. Recente servizio, una donna di Baghdad urla ad un reporter italiano: “Una scarpa di voi occidentali vale più di una nostra vita”. Vorrei che tutti desiderassimo per gli altri una vita dignitosa.
QUANTO VALE UNA VITA, di Erica Pedratscher

 

Le foto

Le foto esposte sono state scattate da Nathalie a Vasilika e da Abdulazez Dukhan, rifugiato siriano attualmente in Grecia che attraverso le sue immagini trasmette quello che sta vivendo in prima persona nei campi.